sabato 16 maggio 2026

La smettiamo con questi ignoranti? Criminologa / giornalista spara cavolate sul porto d'armi sportivo.

Oggi a Radio  1 ho sentito una rievocazione del delitto Carretta.

Nella trasmissione una criminologa giornalista ha detto che Carretta aveva un porto d'armi sportivo e che lo aveva avuto senza problemi perchè aveva fatto il militare e quindi non aveva dovuto fare il corso al poligono.

Secondo lei questo era stato sufficiente.

La prima cosa è che ignora che il corso sull'uso delle armi al TSN ti insegna a sparare ma non va a certo a vedere le tue caratteristiche psichiatriche. Quindi che cappero c'entra?

La seconda cosa, gravissima, è che ognora che per avere un porto d'armi vanno fatti accertamenti medici.

Questi possono essere fatti o da un medico militare, in modo sommario ma con una certa competenza. Chi lo ha fatto lo sa. Oltretutto si trascura che il medico militare deve avere il c.d. certificato anamnestico (certificato medico anamnestico per uso porto d’armi) . Il medico di base sa benissimo se il suo assistito è schizofrenico o comunque ha gravi patologie che potrebbero rendere pericoloso fargli avere il porto d'armi.

In aggiunta, come ben sanno  tiratori o cacciatori, la PS può chiedere che gli accertamenti psicologici psichiatrici medici siano fatti presso la ASL DSM. Questo tipo di controlli sono più rigorosi, anche troppo (mi è anche capitato di dovermi opporre e farli annullare).

Quindi non è vero che - per chi ha fatto il militare - non vengano fatti accertamenti medici appropriati.

Basta con questi ignoranti.



domenica 19 aprile 2026

Quando il TAR ferma la Prefettura: sulle armi non bastano sospetti

 C’è una sentenza che merita attenzione perché mostra, in modo molto concreto, che anche in materia di armi il potere della pubblica amministrazione incontra limiti precisi: è il TAR Campania, Salerno, Sez. I, sentenza n. 2209 del 19 novembre 2024.https://next.aptus.a...

La vicenda concreta, per quanto ricavabile dai dati disponibili, nasce in un contesto familiare segnato da chiamate al 112, interventi dei Carabinieri e dal trasferimento della figlia, elementi che erano stati valorizzati nel procedimento amministrativo.https://next.aptus.a...
Dalla decisione emergono però anche smentite delle minacce e un fatto sopravvenuto ritenuto rilevante, cioè la custodia cautelare del compagno, che incideva sulla valutazione dell’attualità del rischio.https://next.aptus.a...
Ed è proprio qui che il TAR interviene: la discrezionalità dell’autorità di pubblica sicurezza è ampia, ma non può tradursi in automatismo o in scorciatoia istruttoria.https://next.aptus.a...
Secondo quanto risulta dai dati disponibili, il giudice ha chiarito che un episodio familiare isolato o una denuncia di parte non adeguatamente verificata non bastano, da soli, a fondare un giudizio di inaffidabilità in materia di armi.https://next.aptus.a...
Il punto giuridico è molto netto: la valutazione prognostica sulla pericolosità deve poggiare su istruttoria completa, motivazione congrua e soprattutto sulla verifica della persistenza attuale del pericolo, non su fatti letti in modo parziale o ormai superati.https://next.aptus.a...
In altre parole, il cittadino ha ragione quando dimostra che l’amministrazione ha costruito il proprio provvedimento senza considerare tutti i fatti, comprese le circostanze sopravvenute favorevoli.https://next.aptus.a...
È questo il messaggio più interessante per leggearmi.com: in un settore delicato come quello delle armi, la severità amministrativa è legittima solo se sorretta da fatti concreti, attuali e seriamente verificati.https://next.aptus.a...
La lezione finale è semplice: quando la PA confonde prudenza e arbitrio, il giudice amministrativo può ancora rimettere le cose al loro posto.https://next.aptus.a...
Se temi che un diniego, una revoca o un divieto siano stati costruiti su elementi fragili o non aggiornati, clicca qui per una valutazione concreta.

giovedì 2 aprile 2026

Iscrizione nel CED della Polizia: quando può essere cancellata?

L’iscrizione nel CED della Polizia (Centro Elaborazione Dati) è uno degli elementi più delicati per chi richiede o rinnova un porto d’armi. Molti cittadini scoprono solo in occasione di un diniego che risultano segnalazioni anche per fatti risalenti o archiviati.

Il CED raccoglie informazioni su procedimenti penali, denunce e altri elementi ritenuti rilevanti per la pubblica sicurezza. Tuttavia, non tutte le iscrizioni sono legittime o possono permanere indefinitamente.

In particolare, possono sorgere problemi quando risultano ancora visibili:

  • procedimenti archiviati
  • querele ritirate
  • fatti di lieve entità o molto risalenti nel tempo

In questi casi è possibile valutare la richiesta di cancellazione o aggiornamento dei dati, soprattutto quando l’iscrizione incide negativamente su diritti come il rilascio del porto d’armi.

La normativa sulla protezione dei dati personali e i principi di proporzionalità impongono infatti che le informazioni siano aggiornate, pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità.

Ogni situazione va però analizzata nel dettaglio, perché non esiste una soluzione automatica: occorre verificare la natura dell’iscrizione e la sua attuale rilevanza.

👉 Se vuoi sapere cosa risulta a tuo carico nel CED e se è possibile intervenire, contattami per una valutazione. Clicca su pagina CED

sabato 28 marzo 2026

Pochi lo sanno: diniego di porto d’armi: la sola pendenza penale non basta. Puoi opporti.

Questa decisione del TAR Lombardia, Sezione I, 31/03/2025, n. 1111 è particolarmente interessante perché richiama un limite preciso al potere dell’Amministrazione nel negare o revocare i titoli in materia di armi.TAR Lombardia, Sezione I, 31/03/2025, n. 1111 Il punto centrale è chiaro: la mera pendenza di un procedimento penale, da sola, non è sufficiente a fondare un giudizio di inaffidabilità.TAR Lombardia, Sezione I, 31/03/2025, n. 1111 In altre parole, la Questura non può fermarsi al dato formale dell’indagine o del procedimento in corso, ma deve spiegare perché quel fatto, nel caso concreto, renda davvero il soggetto non affidabile.TAR Lombardia, Sezione I, 31/03/2025, n. 1111 La sentenza aggiunge un profilo molto pratico: anche quando l’Amministrazione assume una linea severa sulla custodia delle armi, non può ignorare gli elementi favorevoli né le cautele concretamente adottate dall’interessato.TAR Lombardia, Sezione I, 31/03/2025, n. 1111
Questo significa che il provvedimento negativo deve essere motivato in modo reale, completo e non stereotipato.TAR Lombardia, Sezione I, 31/03/2025, n. 1111 Per cacciatori, tiratori sportivi e appassionati, il messaggio è importante: un diniego di porto d’armi non è legittimo solo perché esiste una pendenza penale o perché l’Autorità formula una valutazione astrattamente rigorosa sulla custodia.TAR Lombardia, Sezione I, 31/03/2025, n. 1111 Serve invece una valutazione concreta, individuale e ben motivata, capace di confrontarsi anche con i fatti favorevoli al richiedente.TAR Lombardia, Sezione I, 31/03/2025, n. 1111 È proprio questo il valore mediatico e giuridico della pronuncia: ricordare che in materia di armi la discrezionalità amministrativa resta ampia, ma non può trasformarsi in automatismo.TAR Lombardia, Sezione I, 31/03/2025, n. 1111 Se ti è stato notificato un diniego o una revoca fondati su motivazioni generiche, su una pendenza penale non ancora definita o su una ricostruzione incompleta delle modalità di custodia, un’analisi accurata del provvedimento può essere decisiva.TAR Lombardia, Sezione I, 31/03/2025, n. 1111 Se vuoi valutare il tuo caso in modo serio e concreto, puoi contattarmi tramite la tua pagina contatti per un primo confronto informale.TAR Lombardia, Sezione I, 31/03/2025, n. 1111 .

Se sei in una situazione de genere non arrenderti prima di avermi fatto studiare il tuo caso. Contattami cliccando qui pagina contatti.

mercoledì 25 marzo 2026

Liti in famiglia e porto d’armi: quando il rischio basta per perdere il titolo

La decisione del Consiglio di Stato, Sezione III, 27/01/2025, n. 596 offre un messaggio molto netto per chi detiene armi o aspira a mantenere il porto d’armi: le liti familiari non sono un fatto “privato” irrilevante, ma possono diventare un elemento decisivo nel giudizio di affidabilità richiesto dall’amministrazione.Consiglio di Stato n. 596/2025 In questa prospettiva, esposti, denunce reciproche, cause civili o penali tra parenti e un clima familiare stabilmente conflittuale possono bastare a giustificare la revoca del porto d’armi e persino il divieto di detenzione, anche se l’arma non è mai stata usata in modo improprio.Consiglio di Stato n. 596/2025 Il punto centrale, infatti, è che il giudizio dell’autorità di pubblica sicurezza ha natura preventiva: non serve attendere il peggio, perché è sufficiente che il contesto faccia emergere un rischio serio di abuso o di perdita di autocontrollo.Consiglio di Stato n. 596/2025 Per cacciatori, tiratori sportivi e appassionati il principio è quindi chiaro: nel mondo delle armi non conta solo non aver commesso reati specifici, ma anche dimostrare equilibrio personale e affidabilità concreta nella vita quotidiana, soprattutto nei rapporti più delicati.Consiglio di Stato n. 596/2025 In sintesi, questa pronuncia rafforza un orientamento severo ma costante: se in casa o in famiglia il conflitto diventa abituale, il porto d’armi può diventare il primo titolo a saltare.Consiglio di Stato n. 596/2025 Keyword (entro 200 caratteri): revoca porto d’armi, liti familiari, conflittualità familiare, divieto detenzione armi, Consiglio di Stato 596/2025, affidabilità porto d’armi. Consiglio di Stato n. 596/2025.

Normalmente scrivo di andare dall'avvocato di corsa ai primi pèroblemi. Qui aggiungo che è meglio andare dall'avvocato prima di avere i problemi ... Conosco persone e clienti che non fanno altro che litigare continuamente con i parenti, facendo intervenire anche i Carabinieri. Inutile dire che non potranno mai avere la licenza di caccia o di tiro.

domenica 22 marzo 2026

La Porta Blindata Non Ti Serve a un Picchio. Per il TAR Liguria serve ben altro.

La sentenza TAR Liguria, Sezione I, 17/12/2024, n. 880 offre uno spunto molto chiaro per chi detiene armi: la custodia non può considerarsi adeguata solo perché l’abitazione è genericamente protetta, ad esempio con una porta blindata, ma richiede cautele specificamente riferite all’arma, come la conservazione in un armadio o contenitore chiuso a chiave, secondo il principio di massima diligenza richiamato dalla pronuncia TAR Liguria, Sezione I, 17/12/2024, n. 880. In termini pratici, il messaggio per cacciatori, tiratori sportivi e appassionati è netto: la sicurezza “generale” della casa non sostituisce la sicurezza “particolare” dell’arma, perché ciò che rileva è se il detentore abbia adottato misure concrete idonee a impedire un accesso agevole all’arma stessa, come emerge dalla decisione TAR Liguria, Sezione I, 17/12/2024, n. 880. Per un post dal taglio divulgativo, il punto forte è proprio questo: non basta dire “in casa mia è difficile entrare”, perché il livello di attenzione richiesto a chi detiene armi è più elevato e si misura sulle modalità effettive di custodia, con possibili ricadute molto serie sul mantenimento dei titoli di polizia, come conferma la stessa pronuncia TAR Liguria, Sezione I, 17/12/2024, n. 880. Un titolo efficace, coerente con la sentenza, può quindi essere: “Porta Blindata Non Basta! La Custodia delle Tue Armi Richiede Massima Diligenza o Rischi la Revoca!” sulla base del principio ricavabile dalla decisione TAR Liguria, Sezione I, 17/12/2024, n. 880. Ulteriori dettagli testuali della motivazione non sono disponibili nei dati forniti oltre al riferimento della decisione TAR Liguria, Sezione I, 17/12/2024, n. 880.

Occhio quindi! Oltre al furto potresti subire la revoca del porto d'ami.

giovedì 19 marzo 2026

Spostare le Armi? Attenzione: denuncia Immediata o Rischi la Confisca! Niente 72 ore.

La disciplina in materia di armi impone obblighi rigorosi ai detentori, e tra questi, la denuncia di trasferimento riveste un'importanza cruciale. La Corte di Cassazione, Sezione I Penale, con la sentenza n. 7770 del 26/02/2025, ha fornito un chiarimento fondamentale che ogni possessore di armi deve conoscere: l'obbligo di denuncia del trasferimento delle armi è immediato.

Questa pronuncia ha definitivamente sciolto un dubbio interpretativo, stabilendo che il termine di 72 ore, spesso erroneamente applicato, vale esclusivamente per l'acquisto di un'arma. Quando si tratta di spostare un'arma da un luogo di detenzione denunciato a un altro, la comunicazione all'Autorità di Pubblica Sicurezza deve avvenire senza indugio. L'omessa denuncia di tale trasferimento non è considerata una mera irregolarità amministrativa, ma comporta una conseguenza ben più grave: la confisca obbligatoria delle armi.Questo principio sottolinea la costante attenzione del legislatore e della giurisprudenza alla tracciabilità delle armi e alla prevenzione di situazioni di rischio. La diligenza richiesta al detentore è massima e si estende a ogni variazione del luogo di custodia. È pertanto essenziale agire con tempestività e precisione per evitare sanzioni severe e la perdita definitiva delle proprie armi.Se hai dubbi sugli obblighi di denuncia di trasferimento delle tue armi, o se ti trovi in una situazione che potrebbe comportare la confisca, non sottovalutare la situazione. Contattami per un confronto informale sulla tua situazione. Puoi trovare tutti i miei riferimenti nella pagina contatti.